Dante Motivo

i volumi

Fin dalla sua concezione nel 2015, ho immaginato Dantemotivo come un film, o meglio come una saga composta da quattro episodi. Benchè nessuna classificazione riconosciuta sia orientata a questa suddivisione, la lettura dell'Inferno mi ha sempre portato a pensare a scenari ben definiti, non solo per le differenti condanne dei peccatori (incontinenti, violenti e fraudolenti), ma anche per la conformazione geografica e i relativa confini, e per i colori che questi luoghi mi ispiravano.

 

Altoinferno. E' il primo episodio e volume di Dantemotivo, che tratta dal canto I al canto VIII, ovvero dalla selva oscura, fino all'ostacolo apparentemente invalicabile delle alte mura della città di Dite. Il suo colore è quello del verde/marrone, che riconduce al fango e alla terra, come il bosco, o la melma in cui si trovano immersi gli iracondi, o la pioggia e la grandine che cade sui golosi, o ancora la "bufera infernale" che trascina i lussuriosi. L'elemento è quindi il "fango", direttamente derivato dalla terra, che configura Altoinferno anche come lo strato più superficiale degli inferi.

 

Dite. E' il secondo episodio e volume i Dantemotivo, che tratta dal canto IX, al canto XVII, ovvero fino al baratro che segna il confine tra il settimo cerchio e le bolge. Altro ostacolo, questa volta in profondità, che incontrano i poeti durante il loro cammino, e che senza l'aiuto di Gerione non avrebbero potuto oltrepassare. Il suo colore è il rosso, per il fuoco e per il sangue. Fiamme e deserto infuocato, sangue ribollente nel fiume Flegetonte.

 

Malebolge. E' il terzo episodio e volume di Dantemotivo, che tratta fino al canto XXX, dove sarà il Pozzo dei Giganti a definire il nuovo limite invalicabile. Il suo colore è il grigio scuro, per non dire nero. L'ambientazione è cupa, sempre di più regna l'oscurità: lo sterco degli adulatori, la pece che avvolge i barattieri, la fitta tenebra del Pozzo dei Giganti, poi ancora fiamme, come quelle di Ulisse del canto XXVI e di Guido da Montefeltro del canto XXVII (nella tela "La Spirale Infernale" di Ester Grossi è infatti evidente come la lingua di fuoco che rappresenta il quandrante di Dite, sconfina in quello di Malebolge).

 

Cocito. E' il quarto episodio e volume di Dantemotivo, che tratta fino al canto XXXIV. Si passa dall'oscurità del Pozzo dei Giganti, alla landa di ghiaccio, dove i dannati sono completamente o in parte conficcati, immobili. La sua colorazione tende all'azzurro biancastro, anche se in parte oscuro e torbido.

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